E’ scomparso Roberto Masieri

A esequie avvenute lo ricordano con commozione il presidente Bettini, i membri della direzione, il consiglio regionale. E’ stato il padre delle Pubbliche Assistenze contemporanee. Era nato a Firenze nel 1939, nel quartiere Romito-Vittoria. Fin da giovane la sua vita fu segnata dall’impegno politico e civico.

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Partecipò giovanissimo al Festival Mondiale della Gioventù per la Pace e il Disarmo (Mosca, agosto 1957), iniziando il suo percorso di impegno politico. Nel 1963 organizzò a Firenze, Salone dei Cinquecento, la Conferenza Internazionale per la Pace e il Disarmo. in collaborazione con la Federazione Mondiale della Gioventù diretta da Piero Pieralli, con l’interessamento del vicesindaco di Firenze Enzo Enriquez Agnoletti e del sindaco Giorgio La Pira e l’approvazione dell’allora segretario dell’ONU. Con il consenso di Marmugi, segretario Federazione PCI di Firenze, si recò a lavorare alla Federazione PCI di Belluno per partecipare alle prime lotte a supporto delle popolazioni colpite dal disastro del Vajont (1963).
Nel 1965 vinse un concorso indetto dal Comune di Scandicci: da impiegato a segretario particolare del sindaco Orazio Barbieri, nel 1966 fu promotore e protagonista di interventi tempestivi del Comune in occasione dell’alluvione nella piana di Scandicci-Badia a Settimo e del terremoto nella Valle del Belice a Santa Ninfa.
Nel 1971 divenne volontario dell’Humanitas Scandicci P.A. e iniziò il corso teorico pratico di pronto soccorso e poi l’attività di milite nel servizio notturno sulle ambulanze.
Nel maggio 1972 partecipò come delegato dell’Humanitas Scandicci al Congresso Nazionale di Gorizia. Successivamente fu eletto presidente dell’Unione Toscana delle Pubbliche Assistenze e fondò la rivista associativa “Volontariato Democratico”, il tentativo di far partecipare la base dei volontari alle attività dei consigli e di affrontare le nuove tematiche in materiale di ambiente (Seveso, nucleare, inceneritori), di formazione, vita sociale, solidarietà e pronto soccorso (collaborazione tra gli altri di Carla Martini).
Rimase alla guida delle associazioni toscane fino all’inizio degli anni ’80. Furono gli anni centrali dell’impegno volontario, totalmente gratuito, di Masieri nel mondo delle Pubbliche Assistenze: oltre 10 anni, intensi e fecondi di iniziative, volte a definire il ruolo del volontariato delle pubbliche assistenze come strumento di tutti, non solo per i servizi, ben distinto dai partiti, dagli enti burocratici, dalle altre esperienze ideologiche o confessionali, mantenendo una autonomia, una formazione e una consapevolezza, anche storica, sempre maggiore. Ricavando sempre maggiori entrate dalle quote sociali dei cittadini, dalle convenzioni, dalle attività con specifiche entrate (messa a punto del Progetto Vostra Solidarietà). Un rapporto stretto, integrato, ma autonomo e critico con le amministrazioni locali.
In questo periodo le associazioni in Toscana passarono da 53 a 162, i volontari e i soci aumentarono di quattro volte.
A livello locale, con la Pubblica Assistenza Humanitas di Scandicci fu il promotore del servizio prima di guardia medica e poi del servizio con medico di rianimazione a bordo delle ambulanze (SPAMU). La nuova ambulanza attrezzata, fu sua l’idea copiata poi in tutto il mondo di mettere al contrario la scritta ambulanza sul mezzo perché fosse leggibile dallo specchietto retrovisore, fu realizzata su progetto del volontario Humanitas Scandicci Pinzani e con la collaborazione di Vittorio Dolfi, Mario Righi e altri volontari e il servizio iniziò il 19 giugno 1975.
In Toscana mise a punto una convenzione unica, d’intesa con la Confederazione Misericordie, in base alla quale la Regione rimborsava i vari servizi di trasporto di ambulanza e di dializzati. Con il consenso dell’ospedale di Pisa, organizzò il campo scuola di Tirrenia per la formazione dei volontari toscani.
Costruì una rete di rapporti e collaborazioni con il volontariato cattolico e con quello europeo, francese (Madame Vernaison) e olandese, che erano divisi. Fu ammesso nei due diversi comitati europei e seguirono i convegni internazionali di Firenze alla Certosa del Galluzzo e ad Artimino.
Nel 1976, con l’Unione Regionale delle Pubbliche Assistenze, organizzò i soccorsi nelle zone terremotate del Friuli, costruendo anche un Centro Sociale tutto in legno di 300 mq ad Osoppo con la partecipazione di numerosi volontari delle Pubbliche Assistenze Toscane.
Nel 1976 furono inviati soccorsi per l’alluvione di Trapani curati da Claudio Tamburini. A livello nazionale collaborò con il presidente nazionale Patrizio Petrucci per la stesura di un nuovo statuto e per affermare la presenza del volontariato nella nuova legge sulla sanità, articolo 18 (Viareggio, Hotel Londra). Nel 1979, rifondò la Croce Verde Pistoia (chiusa, come altre, nel periodo fascista), in collaborazione con Piergiorgio Nannini e negli anni seguenti contribuì alla fondazione di varie associazioni (tra le quali la P.A. Croce D’Oro Montespertoli – 1984).
Domenica 23 novembre 1980 l’Irpinia fu travolta da un terribile terremoto. «La sera, all’ora di cena, – ebbe a raccontare Masieri – mi telefonò il viceprefetto Gaetano Spirito, che mi aveva trovato tramite il centralino dell’Humanitas di Scandicci, dalla sala di intervento della nascente protezione civile. In poche ore tramite l’Unione Regionale mobilitammo e arrivarono sul luogo del sisma, alle 6 di mattina, 25 ambulanze dalla Toscana (e tra queste l’Humanitas di Scandicci), con sei medici di pronto soccorso e rianimazione. Era ancora buio, polvere dappertutto, niente luce o acqua. Non era ancora arrivato nessuno. Lo scenario era tremendo, morti e feriti intrappolati tra le macerie, edifici crollati».
Si impegnò fino alla fine del suo incarico, 1983, per far crescere le associazioni, per dare cultura e capacità di approfondimento ai volontari.
A seguir virtute e canoscenza. Non sarà dimenticato.

(Nelle foto: l’inaugurazione di un’ambulanza Scandicci; il via del servizio medico di rianimazione alle Pubbliche Assistenze Riunite Empoli e Castelfiorentino; La rappresentanza della Croce Bianca di Milano; i volontari delle Pubbliche assistenze nella tendopoli allestita durante il terremoto del Friuli)